Scramble... una parola che rievoca una luce intermittente rossa, ed una sirena d'allarme.
Ogni giorno, 24 ore su 24, i piloti ed il personale del'AMI hanno, tra le altre funzioni, quella di proteggere i nostri spazi aerei da qualsiasi minaccia. Ogni velivolo non identificato va intercettato, per accertarne identità, provenienza, eventuali avarie o altro.
Ogni giorno, 24 ore su 24, i piloti ed il personale del'AMI hanno, tra le altre funzioni, quella di proteggere i nostri spazi aerei da qualsiasi minaccia. Ogni velivolo non identificato va intercettato, per accertarne identità, provenienza, eventuali avarie o altro.
La grande maggioranza delle volte non si tratta di un pericolo, ma non si può mai sapere... e dobbiamo riflettere sul fatto che su di noi vegliano, costantemente, persone che sono disposte a mettere in pericolo la loro vita per difendere la nostra...
Riporto un articolo del 2005 di Marco Tavasani sul " Resto del Carlino ".
L’INTERVISTA. Parla il capitano Dimitri Marzaroli
Il pilota del caccia intercettore : “Tanta adrenalina a lieto fine”
Cervia (Ravenna) - «Stavo guardando alla televisione nella sala operativa del 102° gruppo quel fenomeno di Valentino Rossi che era in testa sotto la pioggia a Donington. Alle 17,30 è suonato il telefono e dal centro della difesa aerea mi hanno preallertato per un possibile decollo su allarme reale».
Il capitano Dimitri Marzarcli, piacentino di 36 anni, pilota del 5° stormo di Cervia, racconta così i pochi secondi che hanno preceduto l’allerta di ieri pomeriggio sui cieli italiani che ha portato alla chiusura dello scalo di Ciampino fino alle 21 per un allarme bomba su un charter partito da Ibiza e diretto allo scalo romano.
Dopo la telefonata cosa ha fatto?
«Sono corso allo shelter (il ricovero corazzato; ndr) con gli specialisti per prepararmi ad un possibile decollo. E puntualmente mentre stavo arrivando allo shelter è suonata la sirena: il Cofa, il comando operativo delle forze aeree di Poggio Renatico ha ordinato il decollo immediato per intercettare un aereo>>.
Come ci si sente in quei momenti?
«Beh, è come una bella iniezione di adrenalina che ti porta il livello di concentrazione e di attenzione al massimo».
E il decollo?
«In meno di quattro minuti. Sono salito sull’F- 16, ho acceso la batteria e avviato il motore mentre mi legavo con le cinghie al seggiolino eiettabile e mi infilavo il casco. Con l’interfono parlavo con gli specialisti che hanno tolto la sicura alle armi, cioe il cannone e i due missili aria-aria, completato i controlli, e a quel punto ho dato motore per raggiungere la pista».
Il centro della difesa aerea cosa le ha detto?
«Dopo il decollo con la massima spinta del motore il radar ‘Pioppo’ (Poggio Renatico) mi ha ordinato di salire a 37.000 piedi: ho sorvolato l'Appennino tra la Romagna, le Marche e l’Umbria e quando ho raggiunto quella quota ero supersonico: sui 1.600 chilometri all’ora».
Quando ha intercettato l'aereo?
«L‘ho visto sul radar a 80 miglia di distanza su una rotta frontale rispetto alla mia. Il radar di Poggio Ballone ‘Quercia’ mi ha dato le indicazione per scendere di quota a velocità già subsonica e 12 minuti dopo il decollo, a una distanza di 18 miglia, ho visto l’aereo sulla terraferma a sud dell’Argentario. Prima ho fatto un’ampia virata per mettermi in coda all’aereo e mi sono avvicinato, volando un po` più basso fino a pochi metri. Ormai eravamo sui 9mila piedi e ho visto che si trattava di un Bae 146 con I‘immatricolazione inglese»,
Dalla difesa aerea cosa le hanno chiesto?
«Di controllare se c’era qualcosa di strano, di anomalo, ma non ho visto nulla di tutto ciò. Dopo, mentre il jet atterrava a Ciampino, sono risalito di quota e ho circuitato per mezz’ora sopra lo scalo. Ho visto chiaramente lo schieramento di vigili del fuoco e mezzi di soccorso che hanno circondato il jet sul raccordo. Poi ho preso la strada del ritomo e sono atterrato a Cervia 69 minuti dopo il decollo».
Il prossimo turno d’allarme?
«Giovedì, per altre 24 ore».
Ed ecco il protagonista in azione...
Ed ecco il protagonista in azione...